IL PASSATO CHE RITORNA

La storia della struttura che ospita LAbCasa Gialla sul Molo parte ancora più da lontano di quella dell’idea che ci ha spinti a crearla. L’edificio in cui ci troviamo è giunto alla Congregazione delle Suore Carmelitane missionarie sul finire degli anni Quaranta del Novecento in seguito a un lascito testamentario che lo destinava a scopi benefici. A Sampieri sono ancora in molti a ricordare i corsi di taglio, cucito e ricamo tenuti dalla Madre superiora di allora, le recite e le corse tra i banchi nel salone dell’asilo che era nato proprio dove oggi si svolgono le nostre attività. Il sottotetto sopra il dormitorio delle religiose dove si tenevano le galline, la pasta con le patate servita in piccole scodelle di alluminio o il profumo di quella con cipolletta e pomodoro che si respirava ben oltre il muretto che delimita l’affaccio dell’edificio sul molo. Prima che le suore Carmelitane si trasferissero altrove, tra le sue mura i bambini e le bambine di Sampieri hanno trovato per tanti anni una luce sempre accesa, un punto di incontro e una casa, proprio come oggi accade ancora grazie alla loro disponibilità e alla fiducia che hanno riposto in noi. Ogni pomeriggio ad animare il grande salone che guarda sul mare ci sono una ventina di bambini dai 6 ai 13 anni. Un piccolo gruppo ma nutrito, particolarmente significativo in una borgata di non moltissimi abitanti in cui molte classi della scuola elementare raggiungono a fatica la decina di allievi. Bambine e bambini che in questi ultimi anni di pandemia hanno visto crescere le loro difficoltà e le loro solitudini, vissuto una vita sospesa tra paure, incertezze e preoccupazioni, privati della loro quotidianità, di spazi, di rituali sicuri, di rapporti scolastici e persino di alcuni diritti – a partire proprio da quello all’istruzione – e che mai come oggi hanno bisogno di tornare a guardare e ad esplorare il mondo e le pagine dei libri con serenità, imparando cose nuove insieme, confrontandosi, confidandosi, giocando, litigando, facendo pace, incontrando vecchi amici e scoprendone di nuovi.

BAMBINI E NON SOLO

Nella certezza che i più giovani non rappresentino il futuro ma il presente di una comunità, insieme ad altre associazioni del Terzo settore e ai Dirigenti scolastici del territorio, LAbCasa Gialla sul Molo è oggi parte di un tavolo di studio permanente sulla dispersione scolastica e sulle difficoltà educative promosso dalla Amministrazione comunale di Scicli nel novembre del 2021. Al centro del nostro progetto ci sono i bambini, ma non solo. Sampieri è una comunità fatta anche di lavoratori stranieri. Mentre i più piccoli giocano e studiano insieme, per gli adulti la nostra struttura ha pensato a corsi serali di base per l’apprendimento della lingua italiana. Molti di loro sono le mamme o i papà dei nostri ospiti: ciò di cui siamo convinti è che ciascuno debba essere padrone delle parole per costruire un orizzonte diverso per tutti. Per affrontare la complessità dei bisogni e dei cambiamenti di una comunità è fondamentale fare rete: solo moltiplicando opportunità e risorse si possono  conseguire quegli obbiettivi comuni che singolarmente non si sarebbe in grado di raggiungere. Con questo spirito la Casa Gialla ha avviato una collaborazione con la Casa delle Culture di Scicli: presso la nostra sede è stato aperto uno Sportello Sampieri in cui una sera a settimana i loro insieme ai nostri operatori aiutano le famiglie di immigrati a orientarsi e districarsi nella complessità della burocrazia, offrendo assistenza, orientamento e un sostegno concreto alla risoluzione dei loro problemi più immediati. Nel contempo, con il progetto il Mantello di San Martino, con i nostri volontari ci occupiamo della raccolta, del riordino e della distribuzione di vestiario per adulti e bambini da destinare ai nuclei famigliari più vulnerabili, con il supporto della parrocchia, della Caritas e di altre agenzie di prima accoglienza del territorio.

CREALA

IL PASSATO CHE RITORNA

La storia della struttura che ospita LAbCasa Gialla sul Molo parte ancora più da lontano di quella dell’idea che ci ha spinti a crearla. L’edificio in cui ci troviamo è giunto alla Congregazione delle Suore Carmelitane missionarie sul finire degli anni Quaranta del Novecento in seguito a un lascito testamentario che lo destinava a scopi benefici. A Sampieri sono ancora in molti a ricordare i corsi di taglio, cucito e ricamo tenuti dalla Madre superiora di allora, le recite e le corse tra i banchi nel salone dell’asilo che era nato proprio dove oggi si svolgono le nostre attività. Il sottotetto sopra il dormitorio delle religiose dove si tenevano le galline, la pasta con le patate servita in piccole scodelle di alluminio o il profumo di quella con cipolletta e pomodoro che si respirava ben oltre il muretto che delimita l’affaccio dell’edificio sul molo. Prima che le suore Carmelitane si trasferissero altrove, tra le sue mura i bambini e le bambine di Sampieri hanno trovato per tanti anni una luce sempre accesa, un punto di incontro e una casa, proprio come oggi accade ancora grazie alla loro disponibilità e alla fiducia che hanno riposto in noi. Ogni pomeriggio ad animare il grande salone che guarda sul mare ci sono una ventina di bambini dai 6 ai 13 anni. Un piccolo gruppo ma nutrito, particolarmente significativo in una borgata di non moltissimi abitanti in cui molte classi della scuola elementare raggiungono a fatica la decina di allievi. Bambine e bambini che in questi ultimi anni di pandemia hanno visto crescere le loro difficoltà e le loro solitudini, vissuto una vita sospesa tra paure, incertezze e preoccupazioni, privati della loro quotidianità, di spazi, di rituali sicuri, di rapporti scolastici e persino di alcuni diritti – a partire proprio da quello all’istruzione – e che mai come oggi hanno bisogno di tornare a guardare e ad esplorare il mondo e le pagine dei libri con serenità, imparando cose nuove insieme, confrontandosi, confidandosi, giocando, litigando, facendo pace, incontrando vecchi amici e scoprendone di nuovi.

BAMBINI E NON SOLO

Nella certezza che i più giovani non rappresentino il futuro ma il presente di una comunità, insieme ad altre associazioni del Terzo settore e ai Dirigenti scolastici del territorio, LAbCasa Gialla sul Molo è oggi parte di un tavolo di studio permanente sulla dispersione scolastica e sulle difficoltà educative promosso dalla Amministrazione comunale di Scicli nel novembre del 2021. Al centro del nostro progetto ci sono i bambini, ma non solo. Sampieri è una comunità fatta anche di lavoratori stranieri. Mentre i più piccoli giocano e studiano insieme, per gli adulti la nostra struttura ha pensato a corsi serali di base per l’apprendimento della lingua italiana. Molti di loro sono le mamme o i papà dei nostri ospiti: ciò di cui siamo convinti è che ciascuno debba essere padrone delle parole per costruire un orizzonte diverso per tutti. Per affrontare la complessità dei bisogni e dei cambiamenti di una comunità è fondamentale fare rete: solo moltiplicando opportunità e risorse si possono  conseguire quegli obbiettivi comuni che singolarmente non si sarebbe in grado di raggiungere. Con questo spirito la Casa Gialla ha avviato una collaborazione con la Casa delle Culture di Scicli: presso la nostra sede è stato aperto uno Sportello Sampieri in cui una sera a settimana i loro insieme ai nostri operatori aiutano le famiglie di immigrati a orientarsi e districarsi nella complessità della burocrazia, offrendo assistenza, orientamento e un sostegno concreto alla risoluzione dei loro problemi più immediati. Nel contempo, con il progetto il Mantello di San Martino, con i nostri volontari ci occupiamo della raccolta, del riordino e della distribuzione di vestiario per adulti e bambini da destinare ai nuclei famigliari più vulnerabili, con il supporto della parrocchia, della Caritas e di altre agenzie di prima accoglienza del territorio.